La Sardegna

Terra antica ricca di tradizioni ...

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La Sardegna

Una Terra antica tra mare e cultura

Per risalire alla nascita della zona dove si trova il B&B Fantar House, facciamo una breve cronostoria partendo dalla nostra splendida Isola ” la Sardegna “.

Una recente indagine demoscopica ha rilevato che la regione più bramata dagli Italiani per le loro vacanze è la Sardegna. E’ facile individuare le cause di questa scelta, considerando la bellezza delle coste Sarde e delle montagne, ospitalità della gente, le specialità gastronomiche, il fascino del folclore e dell artigianato di un entroterra che, per la grande massa di turisti, è ancora tutto da scoprire. Meno facile e’ riuscire a descrivere una realtà così vasta e complessa in un unico sito che offre alloggio.

Ambiente Naturale

La Sardegna ha una superficie di 23.813 kmq ed è per estensione la seconda isola del Mediterraneo. L’ambiente naturale sardo è dunque il più vasto ed affascinate di tutta l’Italia: la bassa densità della popolazione ha determinato nei secoli, il mantenimento di vaste superfici disabitate dove è facile incontrare gli animali. La catena del Gennargentu ospita le cime montuose più alte dell’Isola con i suoi 1800 metri dove la neve permane per tutti i mesi più freddi da novembre ad aprile. Il Gennargentu è la Catena Montuosa principale dell’Isola che comprende anche due pianure, il Campidano a sud e la Nurra a nord.La linea costiera è relativamente regolare, per cui l’isola risulta avere la forma di un sandalo (in antichità fu chiamata Sandalia). Durante antichi periodi geologici era unita alla toscana tramite un ponte con la corsica e con l’isola Delba, e ci permise l’arrivo di piante ed animali che in certi casi hanno dato luogo, a causa del successivo isolamento, alla formazione di sottospecie a sè, oggi appunto presenti in Sardegna.

C’è solo da sperare che questa isola unica e avvincente riesca a trovare, insieme ad i suoi abitanti e ai suoi estimatori la vera strada che porta al progresso e che deve per forza considerare come irrinunciabile la protezione di questa meravigliosa natura, che è tanto amata e decantata quanto messa continuamente in pericolo.

Geologia

Tutte le più antiche ere geologiche hanno lasciato il segno del loro passaggio in Sardegna, infatti mentre l’attuale “stivale” italiano non era ancora formato, già emergevano dal mare (600 milioni di anni fà) le montagne dell’Iglesiente e del Sulcis, costituite di “calcare metallifero“. La roccia granitica, che caratterizza il paesaggio della Gallura e della Barbagia, è solo lievemente più giovane: si formò circa 350 milioni di anni fa durante l’era Paleozoica o Primaria e costituisce “l’armatura” geologica di quasi tutta l’isola. La zona di Capo Caccia presso Alghero, la Barbagia e l’Ogliastra, durante l’era Mesozoica o Secondaria (200 milioni di anni fa) furono invase dal mare, il quale lasciò quei depositi calcarei che, emersi in seguito all’abbassamento delle acque, vanno a costituire le montagne del Supramonte, la costa del Golfo di Orosei e i massicci tonneri e tacchi dell’Ogliastra. Anche il vulcanesimo dell’era Cenozoica o Terziaria (70-30 milioni di anni fa) ha lasciato i segni del suo passato nel M. Ferru e nel M. Arci, grandi vulcani spenti dell’Oristanese, presenti anche nel Logudoro (ss). La lava formò anche degli altopiani(Abbasanta e Macomer)e le isole di Sant’Antioco e San Pietro nel Sulcis.

Nell’era Neozoica o Quaternaria, iniziata circa un milione di anni fa, avvenne il riempimento del canale marino che separa la Sardegna dalle montagne del Sulcis-Iglesiente: al suo posto si formò la vasta piana del Campidano. Non lontano si formarono anche gli altopiani basaltici di Gesturi.

Un discorso a parte meritano le innumerevoli grotte della Sardegna, che sono state scavate in milioni di anni dalle acque dolci, durante periodi molto più piovosi dell’attuale. Nelle montagne e nelle coste calcare di Alghero (Grotta di Nettuno), Dorgali (grotta di Bue Marino a Cala Gonone) e Sadali (Grotta delle Fate “is janas”) e anche nel Sulcis-Iglesiente (em>Grotte di Su Mannau Fluminimaggiore, Grotte di Is Zuddas Santadi, Grotte di Santa Barbara Iglesias, Grotta dei fiori Carbonia e Grotta di San Giovanni Domusnovas) vi sono grotte visitabili ed illuminate dove si notano i meravigliosi fenomeni di erosione e di deposito, dovuti alla circolazione dell’acqua. Insinuata nelle spaccature  delle rocce crea la “stalattite” (coni di roccia calcarea depositatesi pendenti dal soffitto) e le “stalagmiti” (formatesi in identico modo, ma sul pavimento) insieme alle quali la natura “crea” le incredibili cascate di concrezioni, le vaschette dovute sempre ai depositi del calcare, e tutta una serie di concrezioni “irregolari” che conferisco fascino a questo mondo silenzioso e senza luce.

Le Montagne

Oltre al già citato massiccio del Gennargentu, nella Barbagia si individuano le vaste montagne calcaree del Supramonte, tra i paesi di Oliena, Dorgali, Urzulei, Baunei e Orgoloso. Nella Boronia, sul lato nord della provincia di Nuoro, si evidenzia l’allunga mole calcare del M.Albo, simile ad un bastione e nella zona Macomer, Bolotana e Bono la catena del Marghine-Goceano. Nella Gallura una serie di Altre cime, quelle del M.Limbara (1300 m) rappresentano il gruppo granitico più alto dell’isola;  più a sud l’altipiano di Buddusò, sui mille metri di altitudine, è sempre costituito da granito. Nel logudoro e nella zona di villanova monteleone vi sono estesse montagne di origine vulcanica, che giungono fino al mare. In provincia di Cagliari, nel lato sud-orientale dell’isola verso il mare, troviamo l’inconfondibile catena del M. Sette Fratelli (perchè presenta 7 cime) mentre verso nord si estende il salto di Guirra, sconfinata e solitaria distesa di montagne, valli e altipiani, attraversata dal Flumendosa.

Oltre al già citato interesse geologico, le montagne del Sulcis-iglesiante hanno un grande interesse naturalistico, in quanto ospitano le più vaste foreste dell’isola.

Le coste

Le coste della Sardegna veramente da considerarsi fra le più belle del mondo, sia perché sono raggiungibili comodamente e in breve tempo da tutta l’Europa, sia perché offrono, accanto a servizi anche la possibilità di godersi il sole, il mare e le spiagge che sono candide, vaste, solitarie e deserte anche a Ferragosto. La costa orientale è la più adatta a bagni di mare (estate sempre calmo), perché offre un numero infinito di spiagge (solo in Gallura 100km) spesso lunghe 5 km, come da Orosei a Muravera. Nella costa occidentale vi sono estese ed alte scogliere, generalmente ricche di fauna ittica, ma anche moltissime spiagge immesse e solitarie: il vento di maestrale accumula, nell’inverno, meravigliose dune alle spalle degli arenili. Le meraviglie della natura sono numerose nelle coste sarde; vi sono innumerevoli angoli da scoprire, dove si può possedere ancora un tratto di mare tutto per se. E se raggiungere un isola come la Sardegna può essere per il turista un viaggio di grande fascino, spostarsi da questa isola ad un altra più piccola è proprio irresistibile: incantevoli si rivelano dunque le escursioni alle bellissime isole sarde, dall’arcipelago della Maddalena a quello Sulcitano, dalle Isole di Molara e Tavolara, all’isoloto di Pan di Zucchero e alle isole della Vacca, Toro e Vitello, da raggiungere in barca che costituiscono più che mai il regno del silenzio della natura del mare sardo.

La Flora Sarda

Com’è lecito aspettarsi, anche la flora e la fauna sarda hanno una grande varietà e interesse. La Flora comprende ad esempio un’innumerevole varietà di piante officinali, come il Timo in montagna e il Rosmarino lungo le coste. Il fiore più bello è la Rosa Peonia del Supramonte, cui si affaccia il Pancrazio Illirico, stretto parente del Giglio di Mare diffuso nelle spiaggie. Grande distese di macchia-foresta spesso impenetrabile, regno dei cinghiali e delle volpi, sono formate dai Lentischi e dai Corbezzoli. Le foreste più caratteristiche dell’isola sono quelle di Lecci, diffuse in Barbagia, nel Sulcis e nel Sarrabus, mentre quelle di sughero, in parte introdotte dall’uomo, coprono vaste aree della Gallura: splendidi sono infine i Castagnetti che prosperano lungo le falde occidentali del Gennargentu, sempre in Barbagia.

Da visitare sono anche le meravigliose pinete litoranee del Sulci-Iglesiente a cui si mescolano spesso gli stupendi ginepri, pianta simbolo della Sardegna dal lentissimo accrescimento e dal profumo caratteristico, che però prospera soprattutto sul Supramonte e lungo il Golfo di Orosei.

Fauna

La Fauna sarda annovera fra le sue specie un gran numero di entità spesso esclusive dell’isola oppure altrove estintesi a causa dell’eccessiva presenza umana.

Il muflone è l’animale più “famoso”dell’isola, diffuso nella Barbagia il maestoso Cervo sardo è ancora presente nelle foreste di Cagliari. La rara Foca Monaca che abita le grotte marine del Golfo di Orosei e dell’isola di Tavolara; gli altri mammiferi sono i gatti selvatici e le volpi. La “selvaggina nobile stanziale”, è ancora numerosa ovunque (lepri e pernici) e ad essa si accompagna l’avifauna di passo che durante l’inverno raggiunge dal nord la Sardegna o vi transita diretta verso l’Africa e viceversa. Fra gli uccelli, più importatnti i rapaci tra cui la maestosa Acquila Reale e il grande Grifone abitano vari punti del Supramonte e delle montagne più alte e inacessibili. Ancora di grandissimo interesse è l’avifauna degli stagni costieri, nei quali sostano centinaia di migliaia di uccelli migratori e stanziali: ricoredimao il fenicottero, gli aironi e le varie specie di anatre e di trampolieri.

Clima

Il clima sardo è tipicamente mediterraneo, caratterizzato da inverni miti ed estati calde: mentre in autunno il bel tempo dura fino a metà novembre, in primavera comincia a fare caldo fin da aprile. Durante l’inverno, a fine dicembre e a gennaio, le condizioni metereologiche determinano un periodo asciutto detto “secche di gennaio”. Il clima della Sardegna è dunque un clima “turistico”: per almeno 300 giorni all’anno non piove e di questi almeno 200 sono caratterizzati da cielo sereno, con 2500 ore di insolazione in media. Le località più calde in inverno si trovano lungo le coste, con il primato di Cala Gonone (18°) mentre all’interno dell’isola la temperatura varia con l’altitudine.